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La Schiavitù
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Per schiavismo si intende generalmente quella società che permette
e sfrutta la schiavitù. E gli Stati Uniti del
XVII secolo erano sicuramente schiavisti. Nel 1790, ad esempio, la popolazione complessiva
degli Stati Uniti d'America ammontava a 3.930.000 e tra questi
si contavano circa 60.000 afroamericani liberi e quasi 700.000 afroamericani schiavi.
Dopo la dichiarazione di indipendenza il fenomeno sembrava avere vita breve vista
la grande movimentazione di opinione e di stati contrari allo schiavismo. Tuttavia
l'invenzione della macchina sgranatrice di cotone (1793) rese la coltivazione e
la lavorazione del cotone
estremamente vantaggiosa a patto di trovare mano dopera
a buon mercato. Soprattutto gli stati del sud, molto poveri dal punto di vista industriale,
ma dotati di ampie zone coltivabili, cominciarono a produrre cotone ed esportarlo
verso l'Europa e, nel contempo, importare schiavi dalle coste africane
per averea manodopera necessaria.
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Il ciclo vizioso dell'importazione di schiavi in Amerca |
Durante la prima fase di indipendenza degli Stati Uniti lo
schiavismo era un problema particolarmente sentito che divideva politicamente
la federazione. Da un lato vi erano gli stati del nord industrializzati ed antischiavisti;
dall'altro quelli del sud agricoli che potevano avere un certo profitto solo sfruttando
la manodopera degli afroamericani. L'intera unione federale si basava sulla parità
tra gli stati schiavisti e quelli antischiavisti, tanto che l'annessione di un nuovo
stato schiavista poteva avvenire solo se contemporaneamente veniva annesso anche
uno stato antischiavista e viceversa.
Con la fine della guerra di secessione vinta dai nordisti, lo schiavismo
venne definitivamente abolito, lasciando però una cicatrice ancora oggi visibile
nella società americana. Ancora oggi il reddito medio, l'istruzione, il lavoro dei
bianchi è mediamente superiore a quello degli afroamericani. Ancora oggi in molte
zone, soprattutto del sud il trattamento riservato agli afroamericani è tutt'altro
che dolce.
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