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La Guerra di Secessione
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Tra il 1776 ed il 1865, tra varie vicissitudini la confederazione incrementò il
numero degli stati aderenti da 13 a 36. Da subito la confederazione tentò di fondaresi
sui valori comuni a tutti gli stati, ma alcuni problemi rimanevano aperti primi
tra tutti quello relativo alla schiavitù, ed alla autonomia dei singoli stati.
In realtà la differenza economica e sociale tra gli stati del sud, agricoli e gli
stati del nord industriale erano evidenti. Il problema della
schiavitù, sebbene certamente importante, da solo non sarebbe stato sufficiente
per innescare una guerra civile.
Quando nel 1860 Abraham Lincoln venne eletto presidente la situazione precipitò
portando alla secessione del South Carolina a cui seguirono
poi Alabama, Mississipi, Florida, Georgia e poi ancora texas, ed altri. Nel 1861
alcuni di questi formarono una nuova confederazione nota come 'Confederate States
of America'. Si aprì una guerra civile, nota con il nome di Guerra di Secessione.
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Una battaglia della guerra di secessione in un disegno |
Le due fazioni che si contrastarono erano mosse da animi certamente distinti. I
sudisti tentavano di ottenere una loro autonomia mentre i nordisti tentavano di
mantenere salva l'unione.
Dal punto di vista militare i nordisti vantavano una popolazione sicuramente superiore,
come pure era superiore la forza industriale ed economica. I sudisti però erano
dotati di una milizia certamente più forte ed addestrata. Il grosso vantaggio dei
sudisti era inoltre legata al fattore campo. Per quanto forti i nordisti non avrebbero
mai potuto conquistare militarmente tutto il sud degli Stati Uniti;
sarebbe cioè stato sufficiente prolungare la guerra oltre un periodo di tempo sufficiente
a far desistere gli stati del nord dall'intento.
Dopo diverse ed altalenanti vicissitudini la guerrà terminò con la vittoria dei
nordisti, l'unificazione del territorio e l'abolizione della schiavitù ma i morti
furono oltre 600.000 ed ingenti furono anche le perdite economiche.
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