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Storia di Baltimora

Storia di Baltimora

Fondata nel 1729, Baltimora prosperò molto rapidamente grazie alla sua posizione geografica che la rese ben presto uno dei più importanti porti commerciali del Nuovo Mondo. Il grano coltivato nell’entroterra veniva lavorato dalle decine di mulini della zona e poi imbarcato nelle navi per raggiungere ogni parte del mondo.

Nel 1830 Baltimora, con i suoi 80.625 abitanti era la seconda città, dopo New York City, degli Stati Uniti d’America.

Il porto di Baltimora nel 1849

Il porto di Baltimora nel 1849

La potenza della città, sia economica che militare, era indiscussa e conosciuta anche nel vecchio continente. Tanto per fare un esempio durante la Guerra di Indipendenza, Baltimora giocò un ruolo fondamentale mettendo, con le sue navi ed i suoi cantieri navali, in scacco la potente flotta inglese e resistendo agli assalti. Fu la sola città americana a non essere mai conquistata.

Ben presto alle attività commerciali del porto si affiancarono quelle dell’industria pesante e siderurgica (soprattutto in Sparrow Point).

Nel 1904, come purtroppo spesso accadeva, un pauroso incendio rase letteralmente al suolo buona parte del settore industriale di Downtown. Inutile dire che l’incidente rappresentò un brutto punto di arresto per l’economia dell’intera zona. Facendo leva soprattutto sull’amor proprio e sullo spirito imprenditoriale degli abitanti, Baltimora si risollevò andando incontro ad uno altro roseo periodo di agiatezza.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il consumismo e l’agiatezza portò moltissimi esponenti della borghesia e della classe media a lasciare Downtown ed il centro e a favorire le tranquille zone residenziali periferiche. Ben presto quindi il centro venne lasciato alla mercee di teppisti e disadattati. Pur essendo una caratteristicha che accomunava gran parte delle città statunitensi a Baltimora il problema diventò presto estremamente evidente, tanto da dare a Baltimora la reputazione di città poco sicura e quindi non adatta ai residenti ne tanto meno ai turisti.

Nel 1971 l’allora sindaco William Donald Scheafer lanciò un audace ed ambizioso piano per l’ammodernamento e la salvaguardia del centro cittadino. Molti edifici vennero abattuti per essere ricostruiti e l’assetto urbanistico della città mutò radicalmente. Certo si trattò di un piano a lungo respiro ma oggi Baltimora non è neanche paragonabile a quella di un tempo: la delinquenza è sotto controllo e, dal punto di vista della qualità della vita, non ha nulla da invidiare alle altre città americane. Non resta che ricostruire la reputazione e risolvere i problemi con i ghetti neri nella periferia della città.

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