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La crisi del ’29

La crisi del ’29

Con la vittoria della Prima Guerra Mondiale e l’spandersi della sua  economia e della sua influenza politica e militare, gli Stati Uniti d’America furono il teatro di un vero e proprio boom economico. In pochi anni diventarono di gran lunga lo stato più ricco al mondo.

Per fare qualche esempio e dare qualche dato, tra il 1925 ed il 1929 il numero di industrie americano aumentò del 15%, la stragrande maggioranza delle automobili mondiali era prodotta negli Stati Uniti d’America e cominciavano a vedersi le prime industrie di elettrodomestici, sintomo di una disponibilità economica della classe media statunitense che non aveva eguali al mondo.

Questa euforia generale e l’eccesso di ottimismo che si venne a creare spinse anche gli investitori a rischi forse eccessivi. Nella Borsa di New York (principale mercato azionario mondiale), il valore delle azioni di una qualsiasi azienda americana era di gran lunga sovrastimato.

Nell’ottobre del 1929 il valore dei titoli cominciò a scendere senza sosta. Forse per un iniziale tentativo di realizzo di alcuni grossi investitori, forse o forse per un a più attenta analisi azionaria. Fatto sta che il panico prese il sopravvento ed il calo dei titoli portò al fallimento di circa 600 banche. La crisi finanziaria che ne seguì porto alla chiusura di numerosissime aziende ed alla perdita di milioni di posti di lavoro. Il successivo calo dei consumi portò poi una ulteriore aggravio della crisi che diventò economica e si espanse in tutto il mondo. Sebbene il governo e la banca centrale cercassero di calmierare la crisi, la situazione divenne presto insostenibile anche dal punto di vista sociale.

Sommosse di fronte alla borsa di New York

Sommosse di fronte alla borsa di New York

Ancora oggi la crisi del ’29 è ricordata come la più grave crisi economica della storia moderna.

Gli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale furono anche gli anni del proibizionismo. Con questo termine si intende l’insieme dei provvedimenti legislativi in vigore tra il 1919 ed il 1933, atti a proibire il commercio ed il consumo di bevande alcoliche ed il gioco d’azzardo. Fortemente voluta dalla parte più puritana della società americana, tali leggi avevano lo scopo di limitare l’abuso di alcol ed il gioco ad opera soprattutto di alcune fasce di popolazione. In realtà tali limitazioni fecero aumentare il numero di distillerie abusive e fecero prolificare le bande di gangster che si spartivano il redditizio traffico clandestino di alcolici.

 

Drug Store costretto a chiudere durante gli anni del proibizionismo

Drug Store costretto a chiudere durante gli anni del proibizionismo

Visto il fallimento del proibizionismo, nel 1933 venne approvato il 21° emendamento che dava ai songoli stati il controllusu produzione e commercializazione dell’alcol. Ancora oggi negli Stati Uniti il commercio e l’uso di alcol sono rigidamente regolamentati e le leggi variano da stato a stato.

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