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Il 600
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Elisabetta I Tudor morì nel 1603 senza però lasciare eredi diretti
permettendo così la successione al cugino Giacomo VI di Scozia del casato degli
Stuart. Incoronato con il nome di Giacomo I d'Inghilterra,
non fece mlto per migliorare le condizioni dei cattolici ormai perseguitati un po'
ovunque.
Durante il regno di Giacomo I, che si concluse con la sua morte
nel 1625, cominciarono a manifestarsi i primi dissidi tra la monarchia ed il parlamento.
Tanto per fare un esempio Giacomo I, non contento degli introiti
delle
sue casse, ebbe l'ardire di emanare delle nuove tasse senza il permesso del
parlamento.
I contrasti tra parlamento Corona erano ormai insanabili quando Carlo I
succedette al padre tanto che il re fece sciogliere il Parlamento e tentò di far
arrestare alcuni suoi oppositori. Anche dal punto di vista sociale le cose non andavano
meglio, fino a quando una coalizione formata da puritani, che miravano ad eliminare
definitivamente le tradizioni cattoliche, la classe mercantile ed i sostenitori
del Parlamento insorsero provocando una vera e propria guerra civile. Carlo
I nel 1646 capitolò per poi essere decapitato 3 anni più tardi.
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Carlo I d'Inghilterra |
Tra il 1649 ed il 1660 l'Inghilterra fu governata dal Commonwealth
(che può essere tradotto come "Benessere Comune"), in sostanza una unione politica.
Negli stessi anni i puritani riuscirono a far chiudere moltissimi teatri, fonte
a loro giudizio di depravazione e peccato, e distrussero numerose chiese. Nel 1660
il Parlamento invitò il figlio di Carlo I a tornare al trono. Venne
incoronato nel 1660 alla Royal Exchange con il nome di Carlo II.
La situazione politica andò lentamente appianandosi, anche perch' Carlo II,
a differenza di suo padre fù estremamente abile nel trattare con il Parlamento.
Ad esempio fu proprio sotto il suo regno che si formarono i partiti politici
Whig e Thory.
A Carlo II succedette Giacomo II. Fu un sovrano
di forte ispirazione cattolica tanto che una cospirazione (ricordata con il nome
di Gloriosa Rivoluzione)
lo obbligò ad abdicare in favore della
sua seconda figlia e di suo marito, incoronato con il nome di Guglielmo III
di'Inghilterra (o Guglielmo d'Orange).
La Londra della seconda metà del seicento era un luogo tutt'altro
che salubre. Le acque del Tamigi sempre più inquinate, la sovrapopolazione e le
abitudini igeniche tutt'altro che decorose fecero scoppiare nel 1665 una nuova epidemia
di peste molto più grande di quella del medioevo. Si calcola che oltre 100.000 persone
morirono. Ma mentre la città si stava lentamente riprendendo, il 2 settembre 1666
un enorme incendio (conosciuto come Great Fire o Grande Incendio)
devasto Londra. Inizialmente sembrava essere uno dei tanti incendi
che ad intervalli quasi regolari scoppiavano nella città ma le condizioni climatiche
ed il vento fecero divampare l'incendio. Quando, quattro giorni più tardi l'incendio
venne domato, era andata distrutta l'80% di Londra. 88 Chiese (tra
cui la cattedrale di St. Paul), 13.000 case ed il Parlamento andarono distrutte.
Paradossalmente morirono solo 13 persone.
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Il Grande Incendio di Londra in un dipinto |
L'incendio ebbe due conseguenze immediate: la prima fu quella di debellare definitivamente
la peste; il secondo fu quello di permettere una ricostruzione. Architetti come
Christopher Wren riuscirono a ridisegnare la nuova Londra
che venne costruita con case in mattoni (e non più in legno), con strade ampie e
piazze in grado di limitare eventuali futuri incendi.
Nel 1677 i lavori terminarono ufficialmente e Londra potè dedicarsi
nuovamente al commercio. Nel 1700 era diventata nuovamente la città più ricca d'Europa
e, con i suoi 600.000 abitanti, anche la più popolosa.
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